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Il Fiume Tronto: un fiume dividente oggi unificante.

Il Tronto (anticamente in latino Truentus ) è un fiume importante. Esso nasce dal monte della Laghetta, in provincia dell'Aquila e dopo pochi chilometri entra nel territorio della provincia di Rieti e più precisamente nei comuni di Amatrice e Accumoli, un tempo entrambi facenti parte del Regno delle Due Sicilie ed oggi parti integranti del Lazio. Successivamente il fiume scorre in provincia di Ascoli Piceno, e più precisamente nel comune di Arquata del Tronto, uno degli ultimi baluardi dello Stato Pontificio. Gli altri centri principali lambiti dal corso d'acqua sono: Acquasanta Terme, nel cui territorio si trova il Castel di Luco, uno dei più originali castelli della provincia, e la stessa città di Ascoli Piceno. Dopo il comune di Maltignano, il fiume inizia a segnare fino alla foce il confine politico tra le Marche e l' Abruzzo, più precisamente tra la provincia di Ascoli e quella di Teramo, costituendo per secoli il confine naturale tra lo Stato Pontificio a nord e il Regno di Napoli a sud. Per tutto il suo corso il fiume affianca la Strada Statale 4 Via Salaria, uno dei principali accessi da Roma alle Marche. Nel complesso è possibile affermare che il Tronto nel tratto laziale segue una direzione sud-nord, mentre nel tratto marchigiano, il verso è ovest-est. Con una lunghezza di 115 km e una portata media alla foce di circa 17 m /sec risulta uno dei principali fiumi della regione Marche insieme al Metauro.

L'idronimo

Il nome del fiume, come riferisce Sebastiano Andreantonelli, nell'antichità fu citato da Gaio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio, come Truentum. Lo scrittore romano utilizzò il genere neutro, altri autori come Sebastiano Münster lo definirono al maschile come Truentus. Flavio Biondo lo chiamò Troentum e Tolomeo Truentinon, mentre Domenico Mario Negro Truennus, Strabone lo scrisse Druentum. Nel Concordantiae Canonum, un vecchio codice della biblioteca Vaticana, riportato nel VI tomo degli Annales del cardinale Cesare Baronio, è menzionato come Droentinum: «Vitalem Episcopum Droentinum ex regione Picena». Giusto Lipsio, nel IV libro del Poliorceticon, lo lesse Triuntum. Giuseppe Castelli ascrive all'etimologia della scomposizione del nome Tru-entum il significato di corrente impetuosa. Egli prende spunto da Festo che interpreta le forme verbali truo, as e truans, antis nell'accezione di spostarsi o correre, verbi ricollegabili allo stesso significato che nella lingua sanscrita ha dru che vuol dire appunto correre, ed alla lingua greca in cui truo è versare e dròmos vuol dire corsa. Ciò avvicina il nome di questo fiume a Druantia o Druentia, ossia l'attuale Durance, un corso d'acqua della Provenza cui Livio attribuisce la stessa interpretazione etimologica. Sull'epigramma di una lapide ascolana, databile intorno al 433 d.C., si legge come Truen: «DIVS. M. F. M. ALLEN M. F. TR. MIL. VEL. CEN. CASTRO. TRVEN. T. F. FILEIS. VIVA. FE.» interpretato come: «(...) (Alleni)DIVS. M(arci). F(ilius). M. ALLEN(idius) M(arci). F(ilius). TR(ribunus). MIL(iltum). VEL(ina). CEN(turio). CASTRO. TRVEN(tino). T(iti). F(ilia). FILEIS. VIVA. FE(cit et sibi)» e tradotto: «(...) Allenidio, figlio di Marco, Marco Allenidio figlio di Marco, della tribù Velina, tribuno militare - della tribù Velina, centurione, di Castro Truentino, (…) figlia di Tito, da viva pose per i figli e per sé». [3] Giuseppe Marinelli si esprime sull'origine dell'idronomo ed, attingendo da Plinio il Vecchio[4], riferisce che il fiume prese il nome dalla città di Truentum, l'attuale Martinsicuro, cittadina liburna attigua alla foce del corso d'acqua.

 Fonte: Wikipedia